Pranu Muttedu è il nome del Parco Neolitico più grande della Sardegna.
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Eurasia: la mostra al Palazzo di Città - Cagliari
Centinaia di ritrovamenti archeologici risalenti al periodo compreso tra il IV ed il I millennio A.C. custoditi da vari Musei d'Italia e della Sardegna e dall'Ermitage di San Pietroburgo sono esposti nella mostra temporanea Eurasia, presso il Palazzo di Città in Cagliari fino al 10 aprile 2016.
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Piazza Palazzo, 09124 Cagliari, Italia
La tomba prenuragica di Pranu Siara (Suelli)
Suelli, un piccolo paese a circa 45 Km da Cagliari, nasconde un tesoro archeologico che, al momento, risulta essere unico in tutta la Sardegna.
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Ubicazione:
09040 Suelli CA, Italia
L'Altare di Monte d'Accoddi (Sassari)

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Road trip from Isili to Tomb of Giants Aiodda (Nurallao)
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Ubicazione:
08030 Nurallao CA, Italia
Nel regno dell'acqua: Su Mannau
Su Mannau è un complesso carsico di straordinaria bellezza che si trova a Fluminimaggiore non lontano dal Tempio della Valle di Antas.
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Ubicazione:
Fluminimaggiore CI, Italia
Il Museo dell'Ossidiana (Pau)
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Ubicazione:
09090 Pau OR, Italia
Il Parco dell'ossidiana (Pau)
Nel Parco Sennixeddu (Pau - Monte Arci), tra gli alberi di leccio e la macchia mediterranea, si trova un sentiero che contiene un antico tesoro del passato: l'ossidiana, un vetro di origine vulcanica risalente a circa tre milioni di anni fà.
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Ubicazione:
09090 Pau OR, Italia
Il fascino della ceramica Neolitica
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| Museo Archeologico Nazionale di Cagliari |
Tra tutte le ceramiche ritrovate in Sardegna queste, risalenti al Neolitico, sono le mie preferite.
L'arte Neolitica è il frutto di una cultura straordinaria ed affascinante.
La ceramica dell'epoca ne è una prova, essa infatti è l'espressione non solo di una tecnica artigianale elaborata ed elegante, ma anche dell'utilizzo di simboli in grado di comunicare visivamente, ancora oggi a distanza di quasi 7.000 anni, una grande forza vitale.
Le forme di queste ceramiche sono sinuose e materne, come la Dea Madre, le decorazioni sono graffiate e decisamente moderne e raffigurano giochi geometrici e spirali tendenti all'infinito.
Se volete apprezzare da vicino la bellezza delle ceramiche raffigurate nelle foto le potete trovare esposte presso i musei archeologici di Cagliari e Nuoro.
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| Museo Archeologico Nazionale di Cagliari |
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| Museo Archeologico Nazionale di Cagliari |
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| Museo Archeologico Nazionale di Nuoro |
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Ubicazione:
Sardegna, Italia
S'acqua 'e is dolus (Settimo San Pietro)
La domus de Jana (casa della fata), denominata S'acqua 'e is dolus (l'acqua dei dolori), è una tomba risalente al periodo Neolitico (IV millennio A.C.) e si trova in una pineta poco distante dal centro abitato di Settimo San Pietro.
La Dea madre sarda
Un culto semplice e primordiale, quello della Dea Madre, emerge dagli scavi archeologici condotti in varie aree della Sardegna. Scavi che hanno portato alla luce numerosi idoli femminili e con essi la storia, non scritta, del Neolitico nell'Isola.
Tra queste piccole ed uniche opere d'arte, non saprei scegliere la mia preferita, poiché le trovo tutte adorabili.
A distanza di millenni, il loro esatto significato appare ancora sfuggente e difficile da decifrare.
Ma al tempo stesso quelle figure femminili semplici e straordinarie, tra loro diverse nello stile e talvolta nel materiale, sono ancora oggi capaci di comunicare il senso religioso dell'alternanza di vita e di morte, nonché della rinascita e dell'immortalità misteriose.
Nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari ci sono diversi esempi di queste opere e in tutta sincerità ritengo che ogni statuina meriterebbe di essere collocata in una propria vetrina, per essere osservata con calma ed a tutto tondo in ogni suo particolare.
Tra le tante statuine desidero mostrare (nella prima foto a destra) la statuina femminile, in caolinite, ritrovata a Cabras, in località Cuccuru S'Arriu, risalente al IV millennio A.C. appartenente alla Cultura Bonuighinu. Questa tipologia di statuine è caratterizzata da un'aspetto grasso, morbido e materno, quella a destra in particolare presenta un copricapo molto elegante ed elaborato che purtroppo si riesce a vedere con grande difficoltà.
Nella seconda foto è ritratta la statuina femminile, in marmo bianco, rinvenuta a Senorbì presso il Villaggio preistorico di
Turriga, il cui stile è invece geometrico - planare. Quest'ultima si trovava dentro un cerchio sacro
delimitato da pietre ed appartiene alla Cultura San Michele risalente al II millennio A.C.
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