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La Dea madre sarda



Un culto semplice e primordiale, quello della Dea Madre, emerge dagli scavi archeologici condotti in varie aree della Sardegna. Scavi che hanno portato alla luce numerosi idoli femminili e con essi la storia, non scritta, del Neolitico nell'Isola. 
Tra queste piccole ed uniche opere d'arte, non saprei scegliere la mia preferita, poiché le trovo tutte adorabili. 
A distanza di millenni, il loro esatto significato appare ancora sfuggente e difficile da decifrare. 
Ma al tempo stesso quelle figure femminili semplici e straordinarie, tra loro diverse nello stile e talvolta nel materiale, sono ancora oggi capaci di comunicare il senso religioso dell'alternanza di vita e di morte, nonché della rinascita e dell'immortalità misteriose.
Nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari ci sono diversi esempi di queste opere e in tutta sincerità ritengo che ogni statuina meriterebbe di essere collocata in una propria vetrina, per essere osservata con calma ed a tutto tondo in ogni suo particolare.
Tra le tante statuine desidero mostrare (nella prima foto a destra) la statuina femminile, in caolinite, ritrovata a Cabras, in località Cuccuru S'Arriu, risalente al IV millennio A.C. appartenente alla Cultura Bonuighinu. Questa tipologia di statuine è caratterizzata da un'aspetto grasso, morbido e materno, quella a destra in particolare presenta un copricapo molto elegante ed elaborato che purtroppo si riesce a vedere con grande difficoltà. 
Nella seconda foto è ritratta la statuina femminile, in marmo bianco, rinvenuta a Senorbì presso il Villaggio preistorico di Turriga, il cui stile è invece geometrico - planare. Quest'ultima si trovava dentro un cerchio sacro delimitato da pietre ed appartiene alla Cultura San Michele risalente al II millennio A.C. 




Sa Sedda 'e sos Carros (Oliena)



Nella immensa Valle di Lanaitho (Oliena) dominata dal Monte Corrasi si rimane senza fiato dinanzi allo spettacolo offerto dall'imponenza del paesaggio naturale. Per godere di questo splendido panorama non serve fare un viaggio in aereo, ma è sufficiente salire sul Bel Vedere del  Monte Ortobene (Nuoro)

Con questa veduta quasi aerea è iniziato il mio itinerario ... uno tra i tanti possibili in questa Valle, dove si ha solo l'imbarazzo della scelta!

La collezione Luigi Cocco (Museo Etnografico Cagliari)

 
In un padiglione della Cittadella dei Musei di Cagliari è conservata la Collezione del magistrato Luigi Cocco (Villasor 1883 - Cagliari 1959) consistente in circa duemila oggetti di inestimabile valore etnografico. I tessili, i gioielli, gli utensili, i mobili e gli intagli collezionati da Luigi Cocco narrano le tradizioni popolari della Sardegna in un periodo storico compreso tra la seconda metà dell'Ottocento e la prima metà del Novecento.
L'ambientazione del Museo è arricchita dalla presenza imponente della roccia che fa da sfondo suggestivo ai manufatti conservati nelle teche di vetro.
La religiosità suntuosa dei Rosari in argento si coniuga con gli elementi della superstizione popolare quali il corallo e le pietre nere che richiamano alla mente gli antichi amuleti sardi.