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Bellezza e amuleti nella città di Sulki

A distanza di oltre duemila anni l'oro, le collane, gli unguentari in pasta vitrea e gli amuleti, in uso nella città di Sulki (odierna Sant'Antioco) si mostrano ancora in tutto il loro splendore e comunicano l'antica ricerca della bellezza e della buona sorte ultraterrena.

Phoenician jewellery on the Island of Sardinia


Gold and glass paste are materials used by Phoenicians to achieve these amazing necklaces.
These jewellery were discovered in two different archaeological sites on the Island of Sardinia (4th century B.C.). 
The gold necklace (with fine use of granulation) was found in a rich tomb inside the Necropoli di Monte Luna - Senorbì, the other glass necklace was found inside the Necropoli Funtana Noa - Olbia. 
Do you like them? If you wish to see them, they are preserved at the Museo Archeologico Nazionale di Cagliari.

La Dea madre sarda



Un culto semplice e primordiale, quello della Dea Madre, emerge dagli scavi archeologici condotti in varie aree della Sardegna. Scavi che hanno portato alla luce numerosi idoli femminili e con essi la storia, non scritta, del Neolitico nell'Isola. 
Tra queste piccole ed uniche opere d'arte, non saprei scegliere la mia preferita, poiché le trovo tutte adorabili. 
A distanza di millenni, il loro esatto significato appare ancora sfuggente e difficile da decifrare. 
Ma al tempo stesso quelle figure femminili semplici e straordinarie, tra loro diverse nello stile e talvolta nel materiale, sono ancora oggi capaci di comunicare il senso religioso dell'alternanza di vita e di morte, nonché della rinascita e dell'immortalità misteriose.
Nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari ci sono diversi esempi di queste opere e in tutta sincerità ritengo che ogni statuina meriterebbe di essere collocata in una propria vetrina, per essere osservata con calma ed a tutto tondo in ogni suo particolare.
Tra le tante statuine desidero mostrare (nella prima foto a destra) la statuina femminile, in caolinite, ritrovata a Cabras, in località Cuccuru S'Arriu, risalente al IV millennio A.C. appartenente alla Cultura Bonuighinu. Questa tipologia di statuine è caratterizzata da un'aspetto grasso, morbido e materno, quella a destra in particolare presenta un copricapo molto elegante ed elaborato che purtroppo si riesce a vedere con grande difficoltà. 
Nella seconda foto è ritratta la statuina femminile, in marmo bianco, rinvenuta a Senorbì presso il Villaggio preistorico di Turriga, il cui stile è invece geometrico - planare. Quest'ultima si trovava dentro un cerchio sacro delimitato da pietre ed appartiene alla Cultura San Michele risalente al II millennio A.C. 




Sa Domu Nosta Museo (Senorbì)


La gita del weekend invernale che preferisco è quella culturale, soprattutto quando il clima è bizzarro e non consente piacevoli escursioni all'aria aperta.
Di recente ho visitato una bella casa padronale dell'Ottocento nella quale è ospitato il Museo Civico Sa Domu Nosta (Senorbì).