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Weekend tra Baradili e Villa Sant'Antonio


Abbiamo scelto Baradili, il comune più piccolo della Sardegna con soli settantasette abitanti, per trascorrere un weekend archeologico e di relax.
Infatti Baradili ha una piccola area camper con tutti i servizi gratuiti (wc, docce calde, carico e scarico, tavoli e panche) fatta eccezione per l'energia elettrica che attualmente è erogata al costo di due euro ogni quattro ore di utilizzo.


Gli edifici storici e le strade in pietra rendono il paese accogliente e piacevole da visitare a piedi come abbiamo fatto noi appena arrivati il sabato pomeriggio. 





Tra le sorprese di questo paese ci sono due sculture Totem dell'artista sardo Pinuccio Sciola che abbelliscono la piazza dinanzi alla chiesa di Santa Margherita.
Inoltre nei mesi estivi è attivo il parco acquatico Ilidarab che attrae non solo gli abitanti delle zone limitrofe, ma anche molti turisti alla ricerca di relax e refrigerio dalla calura estiva.
Questa straordinaria organizzazione consente a questo paese di avere ben tre attività di ristorazione e pizzeria, nonché un laboratorio di pasta fresca artigianale, un vero e proprio record considerata la sua densità abitativa.
Anche noi abbiamo degustato un'ottima pizza da asporto acquistata presso una pizzeria vicinissima all'area camper.
La domenica mattina abbiamo visitato Villa Sant'Antonio, un altro piccolo paese che si trova a circa 20 chilometri da Baradili, per un breve tour archeologico, al termine del quale abbiamo fatto rientro a Baradili per poi recarci a godere del fresco relax offerto dal parco acquatico, posto a soli 300 metri dall'area camper.



La nostra prima destinazione è stata la via antica di Villa Sant'Antonio, sita a circa 2 chilometri  nord del paese, che conduce al menhir di trachite rossa più alto della Sardegna denominato Corru Tundu (5,75 metri di altezza) risalente al neolitico finale 3000 a. C. circa, affiancato da un altro piccolo menhir
Tutto il promontorio è di origine vulcanica e l'antica via sfruttava gran parte del promontorio roccioso sul quale si evidenziano i profondi segni del passaggio dei carri.





All'inizio della via antica, sul lato sinistro all'interno di una proprietà privata, si trova un altro menhir di dimensioni più modeste denominato Tuttiricchiu.
Questo è un importante luogo sacro che merita di essere visitato perché è espressione del megalitismo del periodo neolitico diffuso in tutta la Sardegna.
Anche il piccolo paese di Villa San'Antonio presenta i tipici edifici in pietra sardi, che insieme al suo patrimonio archeologico costituiscono un grande potenziale turistico - culturale da sviluppare.







Infatti a sud di Villa Sant'Antonio si trova una straordinaria necropoli quella di Genna Salixi.
La sua conformazione ricorda una navicella spaziale di un film di fantascienza che invece di viaggiare verso il futuro ci porta di nuovo indietro nel tempo neolitico.
La roccia vulcanica sembra una grande madre all'interno della quale piccole domus de janas danno nuova vita ai defunti.
Una nota dolente, quest'area è stata organizzata per le visite guidate come attestano i lavori fatti per la realizzazione del parcheggio e di un ufficio, ma tutto giace in stato di abbandono.
L'incuria e l'abbandono di edifici che dovrebbero favorire lo sviluppo della nostra terra promuovendo la sua antica storia e cultura sono senza senso e del tutto intollerabili, sia per lo spreco dei fondi pubblici, sia per la deturpazione di un paesaggio unico e di inestimabile valore ambientale e archeologico.






 

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